SpazioLibri: "Il richiamo del cuculo" di Robert Galbraith (alias J.K. Rowling)


Derrick, può mostrarmi in che modo ha perquisito quest'appartamento? In che ordine ha guardato nelle stanze, quella notte?
Wilson rifletté un momento, e poi disse: "Per prima cosa sono entrato qui. Mi sono guardato attorno, ho visto la porta della terrazza aperta. Non l'ho toccata. Poi..." fece cenno che lo seguissero, "ho guardato qua dentro..."
Mentre seguiva i due uomini, Robin notò un sottile cambiamento nel modo in cui Strike si rivolgeva all'addetto alla sicurezza. Faceva domande semplici, abili, concentrandosi su quel che Wilson aveva sentito, toccato, visto e udito momento per momento quando aveva ispezionato l'appartamento. [...]
"E poi" disse Strike, aprendo la porta e facendo cenno a Wilson di varcarla, "è uscito..."
"Esatto", concordò l'uomo con la sua voce da basso, "e ho schiacciato il pulsante dell'ascensore." [...] "Però non c'era nessuno, così sono corso di nuovo giù."
"Cos'ha sentito, a questo punto?" chiese Strike, seguendolo. [...]
"Molto in lontananza, le urla dei Bestigui; e poi ho svoltato quest'angolo e..."
Wilson si bloccò sulle scale. Strike, che sembrava si fosse aspettato qualcosa del genere, fece altrettanto; Robin gli sbatté contro, ma quando cominciò a scusarsi, imbarazzata, lui sollevò una mano per zittirla, come se, pensò la ragazza, Wilson fosse in trance.
"Sono scivolato" disse lentamente Wilson. Sembrava stupefatto. "Me n'ero scordato. Sono scivolato. Proprio qui. Sono caduto all'indietro. Una bella botta. C'era dell'acqua. Qui. Gocce d'acqua. Qui." [...]
"Ha detto alla polizia delle gocce d'acqua?"
"No. Me n'ero dimenticato. Fino a ora. Totalmente dimenticato."
Finalmente, un dettaglio che a lungo aveva infastidito Strike era stato chiarito. L'investigatore esalò un lungo sospiro soddisfatto e sorrise. Gli altri due lo fissarono stupiti.

(pp. 348-350)


Partiamo dall'inizio perché su questo romanzo, a mio avviso, c'è da dire molto.

Anzitutto, come l'ho conosciuto?
Ebbene, tanti mesi fa, durante una delle mie solite "ronde" alla libreria Ambasciatori di via Orefici, ho dato un'occhiata alle nuove uscite di genere giallo/thriller/mistero per poter stilare, successivamente, una lista dei desideri letteraria per Natale.
Ricordo di esser rimasta subito colpita da "Il richiamo del cuculo" in quanto, proprio in copertina, era presente il commento entusiasta di Donato Carrisi, che a oggi rimane uno dei miei autori italiani preferiti in merito sempre al genere letterario sopracitato ("Robert Galbraith scrive con l'inchiostro del buio, disegna immagini fra le parole, costruisce un romanzo come un architetto del tempo").
Ho subito pensato che, se tanto era piaciuta a lui (che a sua volta piace tanto a me), allora tale storia mi avrebbe certamente intrigata.
Solo molto tempo dopo ho scoperto che, dietro allo pseudonimo di Robert Galbraith, si nascondeva quella furbacchiona di J.K. Rowling.

Senza farmi influenzare troppo dall'altisonante nome nascosto dietro al romanzo - nonostante nutrissi profonde aspettative, sono sincera - ho iniziato la lettura con l'idea di addentrarmi in un giallo-come-non-ne-leggevo-da-tempo.
Così è stato.

"Il richiamo del cuculo" è stata, per un paio di mesi, la mia "lettura da autobus": in quel periodo, infatti, ho dovuto spesso affrontare mezzore e più di tragitti sui mezzi pubblici, in particolare per recarmi dal mio fidanzato e per tornare a casa mia... Questo romanzo, allora, è divenuto il mio compagno di viaggio, il passatempo per affrontare la tratta senza annoiarmi un solo istante (anzi, a volte avrei voluto non dover scendere e proseguire la marcia assieme alla storia).

Le vicende narrate, per l'appunto, contengono un mistero di genere giallo: "Quando una top model, celebre e tormentata, precipita dal balcone del suo attico a Mayfair nessuno dubita che si tratti di un suicidio. L'unico a non crederci è suo fratello che decide di rivolgersi a Cormoran Strike per fare luce sul caso. Strike è un reduce della guerra in Afghanistan, dove è stato ferito nel corpo e nello spirito, e la sua vita è nel caos. Il nuovo incarico gli dà un po' di respiro, ma a caro prezzo: più si immerge nel mondo complesso e spietato della modella, più la vicenda diventa oscura e densa di pericoli..." (dal riassunto in copertina) 
La storia, comunque, è piuttosto "normale" - un mistero come tanti - anche se tiene incollati fino all'ultima pagina.
Cosa c'è di straordinario, allora, in questo libro?

I personaggi.
Dal canto mio, sono i personaggi a fare la differenza ne "Il richiamo del cuculo": essi sono caratterizzati magistralmente, dipinti nel profondo, analizzati fino all'ultima goccia di sudore, espressione facciale e movimento delle mani.
E' grazie a loro, secondo me, che il romanzo si tiene in piedi con l'eleganza e il pathos che dimostra. 
In tal modo, anche il finale, che chiude la storia "senza entusiasmare", diviene comunque la quadratura del cerchio, l'apice e il punto di arrivo per il lettore. Anche perché, e qui ci metto un po' della mia immaginazione, secondo me non tarderà ad arrivare un seguito...

Consiglio vivamente la lettura del romanzo che vi ho appena presentato, se desiderate un compagno di vita piacevole, intrigante, coinvolgente...
Adatto a tutte le età, trovo sia uno dei libri più "sensati" che io abbia letto nell'ultimo periodo.
(Un'unica pecca, tanto per fare la criticona: è possibile che nella traduzione siano stati sbagliati una marea di congiuntivi? Vi prego, ditemi se anche voi lo avete notato!)


informazioni generali
titolo: "Il richiamo del cuculo"
autore: Robert Galbraith (alias J.K. Rowling)
casa editrice: Salani
anno di pubblicazione: 2013
numero di pagine: 547
prezzo di copertina: € 16,90 circa


Fanni

Commenti

  1. Ho letto che tra l'altro le copie vendute erano poche prima che si scoprisse che fosse proprio la Rowling l'autrice. Io per ora ho sulla mensola Il seggio vacante, ancora da leggere, poi magari prenderò anche questo, dato che Harry Potter ha segnato la mia infanzia. Ma... il fatto dei congiuntivi mi lascia a bocca aperta. :O Non è una cosa voluta, ad esempio nei dialoghi? E' proprio scritto così male? Assurdo!

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    1. Sinceramente non l'ho capito.
      In alcuni passaggi, forse, è stata una scelta stilistica ma... boh, a me è sembrato ci fossero parecchi errori! Poi magari sono io che faccio troppo la "professorina"! :)

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  2. Una volta era tra le offerte lampo di Amazon e come una scema non l'ho preso, avevo pochi soldi sulla carta e mi servivano per altro. Mi è rimasta la curiosità di leggerlo.

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  3. Ehi, grazie del consiglio, sembra davvero interessante!

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