Diario dei Fanghi d'Alga Guam - SETTIMANA 1



Dopo una lunga e attenta valutazione, ho deciso di iniziare il trattamento anti-cellulite coi Fanghi d'Alga Guam*, in particolare nella versione "Formula a Freddo".

*Contenuto vegetale e minerale del Fango d'Alga Guam pari al 50%.
L'alga marina Guam impiegata viene raccolta solo da piante giovani e vitali.
Contenuto concentrato di alga marina, estratto secco più fitoestratto, non inferiore al 21%.
Rapporto concentrazione: per fare un kg di Alga Marina Guam originale in estratto secco occorrono 5/6 kg di alga fresca appena raccolta ed essiccata al sole ed al vento oceanico.
Tutti gli estratti vegetali del Fango d'Alga Guam sono ricavati con speciali trattamenti di estrazione che ne mantengono inalterate le caratteristiche e le proprietà funzionali.

Due premesse sono d'obbligo per il post di oggi (e, in generale, per la serie di post che pubblicherò rispetto a tale "Diario"):
1) ho deciso di intraprendere questo percorso in abbinamento a una attività fisica specifica e mirata, oltreché supportata da una alimentazione povera di sale e grassi (per quanto possibile) e un uso preponderante di acqua naturale (almeno 2 litri al giorno);
2) il problema che mi ha portata ad affidarmi ai fanghi è legato ad alcuni antiestetici "buchetti" di cellulite sui glutei, in particolare uno un po' più grande degli altri sulla parte sinistra dell'area (non ho però problemi di ritenzione idrica, né di buccia d'arancia, né di mancanza di tonicità della pelle, né di accumuli adiposi consistenti).




Aggiungo anche una raccomandazione, sempre d'obbligo prima di continuare: i Fanghi d'Alga Guam nelle versioni più "potenti" (come questa e la corrispondente "Formula a Caldo") contengono lo Iodio, un elemento che potrebbe nuocere gravemente alla salute se l'individuo soffrisse di alcune problematiche come patologie legate alla tiroide.
Prima di servirsi di questo prodotto, dunque, è bene consultare il proprio medico e conoscere con esattezza il proprio status di salute, onde evitare successivi "effetti collaterali" anche molto gravi sul proprio organismo.

Detto ciò, inizio il "Diario" di questa prima settimana di trattamento spiegandovi il perché io abbia scelto la "Formula a Freddo" piuttosto che quella "a Caldo": ebbene, mentre la seconda contiene il peperoncino, e quindi produce sulla pelle una sensazione di calore che potrebbe sconfinare nel bruciore (cosa che, personalmente, troverei difficile da sopportare), la prima è ricca di oli essenziali che stimolano una reazione di freddo e pizzicore, simile alla sensazione di freddo quando, in inverno, ci copriamo poco (e, di conseguenza, avvertiamo sulla pelle "le punture" del freddo).

Ho acquistato il barattolo da 1 kg spendendo, grazie a uno sconto della farmacia, € 53 circa.

All'interno della confezione in cartone è presente un foglio illustrativo che spiega sia il metodo pratico di utilizzo dei fanghi, sia la modalità settimanale (per un totale di 4 settimane) con cui procedere per seguire con costanza e soddisfazione il trattamento.
In particolare, per la prima settimana è consigliato eseguire quattro applicazioni nei seguenti giorni: lunedì, martedì, mercoledì e sabato.
Io ho acquistato il prodotto di lunedì pomeriggio, perciò ho iniziato il trattamento di martedì, "sconvolgendo" di poco il programma prestabilito e praticando le quattro applicazioni nei seguenti giorni: martedì, mercoledì, giovedì e sabato.




Una volta aperto il barattolo, il quale è sigillato ermeticamente grazie a una pellicola (v. foto), si apprezza una poltiglia verde-marrone tipica del fango, la cui componente liquida, in rilievo, appare separata da quella solida, precipitata nella parte inferiore del contenitore.
La prima cosa da fare, allora, è mescolare con un cucchiaio fino a ottenere un composto omogeneo.

A questo punto, è possibile iniziare il trattamento prelevando (io lo faccio tramite il cucchiaio di cui sopra) un po' di fango e iniziando a spalmarlo bene sulle zone interessante, applicando un leggero massaggio e stando attenta ad stendere il prodotto in maniera omogenea, per quanto possibile, lungo le aree dei glutei e delle cosce (davanti e dietro).

Concluso questo passaggio, si prende la pellicola trasparente da cucina e si sigillano i fanghi in modo che la loro penetrazione all'interno della pelle sia più immediata ed efficace.
Dopodiché, si attendono 45 minuti, come detto più in alto.
Terminato il tempo di posa, si rimuove la pellicola e, sotto la doccia, si sciacqua il fango residuo dai glutei e dalle cosce.

Dopo la prima settimana di trattamento, la mia impressione è che la pelle appaia più liscia e compatta. I buchetti di cellulite, però, non sono cambiati: essi persistono anche se (ma magari è solo un'impressione) potrebbero essere appena meno evidenti di prima.
Certamente, quattro applicazioni non sono sufficienti per rilevare risultati evidenti, dunque rimando i giudizi alla prossima settimana, quando avrò terminato le altre quattro applicazioni prescritte sul foglio illustrativo.

Intanto, fatemi sapere se questo primo articolo vi ha interessate e se vi va che io continui a raccontarvi le mie impressioni in questo "Diario dei Fanghi d'Alga Guam".
Naturalmente, se qualcuna fra voi li avesse già provati, non esiti a raccontarmi in un commento la sua personale esperienza.


Fanni

Commenti

  1. Ciao Fanni trovo molto interessante questo tuo diario, io ultimamente nonostante sia molto magra ho notato un po'di ritenzione idrica sulle cosce sto cercando di bere molto anche le tisane aiutano baci :-)

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  2. Ottima idea quella di questo diario, bravissima Fanni :) lo leggerò con gioia.
    Io ho usato i Fanghi Guam diversi anni fa e ad oggi penso siano stati il miglior trattamento che abbia mai intrapreso per la cellulite. Peccato che sono scoccianti da attuare, in caso contrario li avrei ripresi.

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  3. Ciao Fanni, hai fatto molto bene a scrivere:"i Fanghi d'Alga Guam nelle versioni più "potenti" (come questa e la corrispondente "Formula a Caldo") contengono lo Iodio, un elemento che potrebbe nuocere gravemente alla salute se l'individuo soffrisse di alcune problematiche come patologie legate alla tiroide".
    Ho l'ipotiroidismo e capisco bene questa cosa. Aggiungo anche che, purtroppo chi ha problemi di ipotiroidismo, ma anche ipertiroidismo, non deve neanche provare prodotti (qualsiasi essi siano) che contengono piccolissime quantità di alghe. Insomma, lo ripeto, chi ha problemi alla tiroide NON DEVE ASSUMERE IN NESSUN CASO PRODOTTI CONTENENTI ALGHE, ANCHE SE QUESTE SONO PRESENTI IN MINIME QUANTITÀ'. MI RACCOMANDO, E' IMPORTANTISSIMO.
    Colgo l'occasione per dire anche che ci sono anche altri cibi che possono influire negativamente sulla tiroide (in chi ha ipo o ipe tiroidismo), sono i cibi chiamati 'goitrogeni' (si veda su internet) e anche l'assunzione di ferro potrebbe influire in quanto inibisce l'assunzione di eutirox (compresse che chi ha ipotiroidismo generalmente assume per tutta la vita). Infine dico anche che chi ha invece l'ipertiroidismo non deve assumere sale iodato e invece in tanti cibi c'è sale iodato ma questo è sbagliato!!!! Su quest'ultima cosa non c'è informazione in quanto si pensa che il sale iodato faccia bene a tutti ma anzi!!!!! La tiroide è un organo del nostro corpo fondamentale, bisogna stare mooolto attenti a cosa mangiamo.

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    1. Ti ringrazio molto per il tuo utilissimo intervento! Grazie davvero!

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    2. Grazie e te per avere detto della tiroide all'inizio del tuo articolo! Io ho solo allargato il discorso. Ti ringrazio anche perché non tutti (anzi quasi nessuno) mettono in relazione le alghe e la tiroide. Pensa che l'anno scorso una commessa di una profumeria 'storica' di una nota cittadina turistica mi voleva rifilare una crema della marca La Mer (credo che si scriva così) e non sapeva niente della correlazione tra alghe e tiroide!!!!
      Ciao!! :))

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  4. Bella l'idea di questo diario. Son sempre stata curiosa di sapere se questi fanghi funzionassero veramente anche se credo che richiedano troppo impegno e costanza per quello che mi riguarda; l'idea di incelophanarmi è più che sufficiente per farmi desistere.

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