#quellochesosullamore (ep. 5) - ESIBIRE AMORE NON SIGNIFICA AMARE

Prima della fine dell'anno ci tenevo molto a pubblicare un altro post per la rubrica #quellochesosullamore, che, con oggi, giunge al quinto episodio.
La riflessione odierna è scaturita dopo anni passati ad esaminare involontariamente l'atteggiamento della stragrande maggioranza di coppie della mia età, ragazzi e ragazze con storie, background e principi assolutamente differenti, ma tutti accomunati da un'unica, letale caratteristica: l'esibizionismo.
Badate bene, in questa sede non parlerò dell'esibizionismo con accezione esclusivamente negativa: non sono nessuno per giudicare, pertanto cercherò di spiegarvi il mio pensiero e le mie opinioni senza mostrarmi troppo "dura" nei confronti di chi la pensa diversamente da me.



Partiamo subito dal tema di questo post, racchiuso al meglio nel titolo: esibire amore non significa amare.

Sento di dovermi rivolgere principalmente alle ragazze e ai ragazzi giovani, perché sono loro che ancora possono imparare a preservare le (future) storie che si trovano (o troveranno) a vivere; sono sempre loro che possono imparare dagli errori dei più grandi, di chi ha commesso degli sbagli in materia, ne ha pagato le conseguenze ma poi ha imparato la lezione... ma anche di chi, al contrario, se ne frega, e agisce in tal modo perché si sente a proprio agio nel mettere in vetrina la relazione sentimentale.
Ma facciamo un po' di ordine e cominciamo dal principio...

"In principio fu MSN, poi, a ruota, giunsero Netlog, Facebook, Flickr, Twitter, Istagram, e così via".
Con questa apertura biblica voglio significare che gli ultimi dieci anni circa hanno visto l'avvento dei social networks, reti sociali online, per l'appunto, sulle quali iscriversi, mostrarsi, inserirsi, condividere, collegarsi. Tutti questi nuovi metodi di comunicazione hanno portato sicuramente tanti risultati positivi (la voglia di esprimersi, di trovarsi o ritrovarsi, di parlare), ma, com'è ovvio, anche tanti risvolti decisamente negativi.
In questa sede, non voglio analizzare l'egemonia dei vari Facebook e compagnia bella, bensì trattare di una piccola "porzione" del problema, proprio in rapporto alle storie d'amore. Perché, se è vero che i social networks hanno fatto sì che ognuno di noi rendesse sempre più pubblici dei contenuti per eccellenza privati (a partire dalle fotografie delle vacanze, finendo, magari, con le immagini dei bambini appena nati, o dei pancioni delle mamme), questo è stato vero anche in rapporto alle relazioni sentimentali che, grazie a pochi, veloci click, sono state esibite in piazze virtuali per il gusto, fondamentalmente, di un "Mi piace" in più, di un commento positivo come "Quanto siete belli!", di una carezza al proprio tronfio orgoglio sulla storia d'amore in questione.



Badate bene: io stessa sono stata la prima, soprattutto in passato, col mio primo fidanzato, a voler mostrare quanto più possibile della nostra "apparente perfezione". Mi sentivo bene nell'inserire più foto possibili, nello scrivere frasi plateali che tutti potessero leggere, insomma, nel far sapere al mondo di quanto "noi" fossimo innamorati e migliori degli altri.
Naturalmente, se sono arrivata a scrivere questo post, è perché mi sono resa conto col tempo di quanto questo sia, a tutti gli effetti, sbagliato e deleterio per un rapporto a due.
Non c'è niente di male nel pubblicare, ogni tanto, qualche scatto d'amore. Più o meno, è la stessa cosa che ritrovarsi il sabato sera a casa di amici e mostrar loro le ultime immagini catturate nella gitarella fuori porta della settimana precedente, così, per condividere assieme tratti di un'esperienza vissuta. (Da parte mia, posso anche dire che mi piace, ogni tanto, trovare in bacheca fotografie che testimonino che l'amore esiste, sì, esiste.)
Ma, come ho detto poco più in alto, "ogni tanto". Non sempre.



Cercate di riflettere assieme a me su questo. E, ribadisco, il mio non vuole essere un giudizio morale quanto piuttosto una riflessione personale (sostenuta anche da esperienze vissute che, però, non mi sento di raccontare qui sul blog).
Prendiamo una coppia ad esempio, scegliendo due nomi a caso. Luna e Simone.
Luna e Simone sono giovani e innamorati. 
Sia Luna che Simone possiedono profili sui vari social networks.
Luna e Simone fanno tante belle cose assieme, cose da fidanzati insomma: cene, viaggi, passeggiate, giornate alle terme, pomeriggi di studio assieme...
Luna e Simone, dopo ogni momento che condividono, pubblicano a ripetizione sul web status, immagini, simboli e quant'altro per far sapere al mondo intero quanto sono belli, innamorati, e fortunati a essere belli e innamorati.
Quali sono i vostri primi pensieri quando voi, amici o followers dei due, vi trovate dinnanzi all'ennesimo scatto o all'ennesimo post sul loro amore?

Vi dico i miei, nell'ordine con cui scaturiscono nella mia mente.
1) "Wow, che bello quel posto/che carina questa cosa che hanno fatto assieme!"
2) "Che bella foto! Sono venuti molto bene!"
3) "Che palle però, sempre a esibire il loro sentimento su internet".

I primi due pensieri sono conseguenza del fatto che io sia un'amante sfegatata della fotografia, e dunque mi interessi a prescindere degli scatti che trovo sulla mia "Home" di Facebook e quant'altro.
Il terzo pensiero, invece, deriva dal continuo bombardamento di fotografie/status dei vari Luna e Simone che posso avere tra gli amici su Facebook, o che, comunque, compaiono nella bacheca perché "Amici di amici".
Non si tratta di invidia, no. Lo ammetterei senza problemi (anche perché questo blog mi rispecchia in tutto e per tutto, perciò sarebbe stupido da parte mia dire qualcosa al posto di qualcos'altro).
Si tratta della convinzione che, al giorno d'oggi, molti ragazzi abbiano bisogno, per una questione di autostima, dell'approvazione della società anche sulla propria storia d'amore: sentirsi elogiare e commentare positivamente dà quasi la misura di quanto si sia davvero innamorati e felici, quasi come se il metro di paragone non fosse dato esclusivamente dalle sensazioni personali (d'altronde, la storia d'amore è di due persone, mica dell'universo!), bensì dagli occhi e dai giudizi altrui. 
Bramare ardentemente il maggior numero di "Mi piace" o frasi piene di cuori, occhi a stellina e così via, è quasi una missione per certe persone.



Ribadisco che non c'è niente di male nel postare, ogni tanto, qualche scatto carino a due. 
Le foto delle vacanze, esperienze più o meno particolari, immagini che effettivamente abbiano qualcosa di interessante, originale e creativo anche a livello fotografico. Ma certe cose, a mio avviso, devono restare private. Devono. E devono esserlo per pudore personale e, soprattutto, a protezione della storia d'amore.
Quanti scatti al limite del volgare ho potuto "ammirare", nel tempo! Quante fotografie di baci decisamente hot, quanti "outfit da camera" (per usare una terminologia soft), quanti momenti "intimi"!

Personalmente, trovo che, se una storia è veramente importante, vada preservata e custodita in tutti i modi. Se essa vale così tanto, non ha bisogno di telecamere o fari a "occhio di bue" puntati addosso. E' nella quotidianità a due che si manifesta l'amore... non su Facebook, non su Twitter, non su Instagram.
Pensateci. Rifletteteci su. E, soprattutto, fate riflettere i più giovani che, magari, avete come amici/figli e così via... senza dare giudizi, solo fornendo uno spunto di riflessione.
Mi auguro che, dalle mie parole, sia passato in modo chiaro e trasparente il messaggio che volevo lanciare: non fare della propria storia d'amore un pubblico affare, bensì tenerla stretta e sé, nell'intimità della coppia e del cuore, adoperandosi per renderla sempre più reale... e sempre meno virtuale. E' così, almeno a parer mio, che una relazione si costruisce, si solidifica, si rende davvero unica e speciale.



Come sempre, aspetto i vostri commenti...
E, per chi volesse leggere le altre puntate di #quellochesosullamore, basterà cliccare qui per essere ricondotti all'album fotografico Facebook corrispondente, in cui, ad ogni immagine, è associato un determinato link che vi porterà ai vari post di questa rubrica "da batticuore".

Fanni

Commenti

  1. Sai Fanni,ultimamente mi soffermo davvero poco a leggere i blog...o almeno, mi soffermo solo su pochi e sui soliti che ritengo davvero degni di nota..Per la maggior parte a tema beauty...Questo articolo però mi ha catturata già solo dal titolo...Perchè ora come ora sono in un periodo della mia vita in continuo cambiamento o meglio, in cui percepisco chiaramente un grande cambiamento...Sia personale che relazionale..E questo post mi ha fatto davvero riflettere...Oltre che rendermi conto che fino a qualche tempo fa (non troppo tempo fa direi) io ero una di quelle persone che, seppure comunque con contegno, amava "pubblicare il privato", non eccessivamente come i tuoi esempi, ma comunque più di adesso. Invece ora ho sposato al 100% la tua linea di pensiero e mi rendo conto più che mai che sia la cosa migliore, proprio per le ultime frasi del tuo post: "se una storia è veramente importante, vada preservata e custodita in tutti i modi. Se essa vale così tanto, non ha bisogno di telecamere o fari a "occhio di bue" puntati addosso. E' nella quotidianità a due che si manifesta l'amore... non su Facebook, non su Twitter, non su Instagram."

    Grazie per le riflessioni! Davvero! :)
    baciii!

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    1. Grazie a te tesoro, e grazie anche per aver condiviso il post.
      Anche io, come ho detto, ero una di quelle persone... sempre con contegno, per carità, ma mettevo il mio privato davvero troppo in piazza.
      Adesso che ho capito, tutto ha acquisito un senso, un valore, un'importanza decisamente superiore, totalizzante.
      Ti abbraccio fortissimo.

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  2. Facebook ed io ci siamo conosciuti da pochissimo, neanche 2 anni. E solo per avere un ponte con il blog. Stop. Non ho un profilo per amici e parenti col mio nome e cognome. Non ce l'ho perché non mi serve. Se desidero condividere qualcosa con qualcuno decido per altri mezzi meno virtuali. Il mio ragazzo facebook non l'ha mai usato e nemmeno aperto. Questo solo per rendere manifesto il fatto che non ci sarebbe neanche possibile esibire un qualcosa di noi: noi stessi non lo abbiamo mai voluto. Non dico che sia la via migliore, ma è semplicemente quella che ci è più consona. In 8 anni e mezzo pochissime persone ci hanno visti crescere come coppia e mai attraverso uno status sui social network. Non condividiamo neppure le nostre foto, dove andiamo, cosa mangiamo, come passiamo il nostro tempo insieme. Neanche a parole, figurarsi con immagini dimostrative. Siamo sempre stati così protettivi verso la nostra storia e così poco inclini anche solo a parlarne che probabilmente gli alieni siamo noi 2.

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    1. Ti ammiro molto, cara Dama.
      Anche io, fino a due anni fa, sono rimasta senza Facebook (l'ho tenuto pochi mesi il primo anno d'università, poi l'ho cancellato irrimediabilmente).
      Poi, soprattutto per esigenze di comunicazione pseudo-lavorative e di organizzazione personale, ho ceduto al social network... ma tuttora cerco di utilizzarlo con parsimonia, soprattutto per quanto ho detto più in alto.
      Un abbraccione.

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  3. parto con il dirti che se non fosse perché vengo a scoprire cose importanti legate all'università, da fb mi sarei tolta da un pezzo. vado un po' fuori tema perché non è riferito solo alle coppie ma anche a quelle ragazze che si fotografano in strane posizioni o a chi scrive frasi banale e demagogiche, solo perché come dici te, avere un mi piace in più è bello.

    temo che sarà impossibile far capire al tipico adolescente quanto sia più bello godersi in intimità il proprio amore. da una parte penso sia giusto anche così, in fondo la maggior parte dei primi amori ha il diritto di essere spensierata e sereno. quello che poco capisco è invece chi si comporta in maniera esagerata ma adolescente non è. lì c'è un problema che inevitabilmente, per me, si lega all'insicurezza e al bisogno di conferme dall'esterno.

    io non ho mai esposto la mia storia ad altri, passando anche per la fredda che non ha emozioni o per quella che ha vergogna (in senso brutto) a parlare del proprio ragazzo. invece è proprio perché ne sono "gelosa" che lo tengo per me, c'è la consapevolezza di possedere un qualcosa di unico che nessun altro ha o può capire.
    solo quando si ha questa consapevolezza non si ha più bisogno di metterlo in piazza.

    questa serie, già l'ho detto, è bellissima... :)

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    1. Mi ritrovo pienamente nelle tue parole, e ti ringrazio per avermi scritto.
      Un bacio grande, sono davvero felice che la rubrica ti piaccia.

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  4. Sai che mi hai interessato tantissimo? Cioè mi è piaciuto un sacco leggere la tua opinione e si ė vero hai ragione e mi hai fatto anche riflettere... :)

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    1. Grazie Fede!
      Mi fa piacere sapere di aver suscitato una qualche riflessione e, se vuoi, mi farebbe piacere sapere la tua opinione su questo argomento!

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  5. io forse sono un po' fuori dal coro, ma parto dal presupposto che io su fb ci condivido un altro tipo di amore, quello per le mie figlie. E amo facebook perché posso farle vedere a tutti i parenti e amici purtroppo lontani e soprattutto a mio marito che lavora fuori per un mese...non avrei davvero il tempo di mandare tante email con allegate le loro foto. In questo modo ci sentiamo tutti più vicini. Di scatti nostri ne avrò condivisi davvero pochi ma perché non mi viene naturale, non siamo sicuramente una coppia "tutta amore e cuoricini" e preferiamo lasciare certi momenti solo nostri.
    Quindi quando mi dici che hai visto tanti scatti intimi...cioè ma come si fa? E soprattutto perché???
    Cmq qui mi sa che sono la più vecchia...oltre a messenger c'era ICQ, nessuna se lo ricorda??? Io lo adoravo ^_^

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    1. Carissima Dony, non sei assolutamente fuori dal coro. Tu hai le tue ragioni (giustissime, per carità) per utilizzare a tuo piacimento Facebook... Ed io ci tengo a ribadire che il mio non era assolutamente un giudizio morale negativo contro QUALSIASI condivisione su tale social, ma un parere personale legato alla sfera dell'amore sul fatto che tante coppie abbiano la viscerale necessità di "pavoneggiarsi", passami il termine", dinnanzi al mondo esterno solo per trarre forza dalle risposte positive e, di conseguenza, sentirsi in qualche modo "migliori".
      Detto questo... non so assolutamente cosa sia ICQ! :) :) :)

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    2. ICQ era (o meglio è perché dovrebbe esistere ancora) una delle chat più famose, prima di messenger, ma parliamo di 10 anni fa. Ecco ora mi sento vecchia ;-)

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  6. Ciao!
    Ho scoperto il tuo blog per caso e questo articolo ha catturato la mia attenzione... sì perché sono perfettamente d'accordo con te. E anche io in passato a volte ho abbondato nel "guardateci quanto ci amiamo e quanto siamo fighi" perché forse ero ancora legata a una visione infantile del "fidanzato come cosa da esibire". Poi per fortuna si cresce, a meno che non si sia una di quelle persone che per professione sono portate a "vendere" momenti della propria vita privata (attori, modelli/e, viveur, socialité e gente senza arte né parte che però è "internet famous"), ma ho degli amici coetanei che ancora postano 'sto tipo di cose e la scaletta delle mie reazioni quando vedo l'ennesima foto arvitulati e abbracciati è: sì ok ciao. Vorrei però portare il discorso su un altro livello e porre l'accento sui minori, in particolare i bambini. Ad esempio trovo veramente inopportuno il postare ogni momento del figlio da parte della Rodriguez e suo marito. Ma il diritto a un'infanzia tranquilla? Se dovessi sapere che la prima volta che ho usato il vasino, il mio primo dentino caduto, i miei primi goffi disegnini sono stati condivisi in rete penso farei causa ai miei. E qui ci metto pure la schiera di mom and dad blogger che sentono il bisogno di istruirci su tutti i fattacci privati dei figli, che siano lattanti o adolescenti, e li chiamano con soprannomi demenziali. Ma anche no, ecco.

    Pheew, di solito sono meno veemente : )

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    1. Ciao! E grazie tantissimo per avermi detto la tua!
      Guarda, io in generale concordo con te (un po' come ho detto qua sopra): certo, ci sono situazioni tali per cui i sociali diventano quasi "indispensabili" - ti cito l'esempio di Dony, che ha commentato prima di te e che condivide su Facebook foto delle sue bimbe per mostrarle ai parenti lontani, che sennò non avrebbero modo di vederle -, ma di norma non sono né per l'esibizionismo (inteso nel senso più negativo del termine) né per il classico atteggiamento di chi si espone soltanto per avere consensi, commenti, "like", complimenti.
      Ognuno di noi vale in quanto è e in misura di come vive, non a seconda di quanto condivide in rete.

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    2. Certo, io sono la prima a usare i social per motivi lavorativi, quindi... ho letto solo dopo il commento di dony e mi spiace se ha pensato che potessi parlare anche di chi per normalissimi e giustissimi motivi condivide foto di famiglia coi parenti... che è un po' l'equivalente della foto nel portafoglio che ai tempi dei nostri genitori si faceva vedere ai colleghi o agli amici del bar. Io mi riferisco proprio a una spettacolarizzazione per acchiappare consensi, già fastidiosa con due adulti consenzienti (dall'esterno), pure dannosa se è fatta sulla pelle di una persona che non può dir la sua.

      Quotissimo poi l'ultima frase.

      A presto!

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    3. Eccomi! @lastanzadidevotchka tranquilla non ho proprio pensato che ti riferissi a me e capisco benissimo il tuo discorso. Figurati che ci sono persone che fanno foto ai figli pure quando vanno in bagno ( e nemmeno pensano a quanto si potranno arrabbiare una volta cresciuti!). Io devo farlo per una serie di motivi, anche se i timori delle foto che poi verranno visualizzate anche da altri a causa di un "mi piace" c'è sempre. Di solito una madre fa foto perché è "orgogliosa" delle sue creature, ti viene proprio spontaneo credo. E non penso che in questo caso si badi al "mi piace", ma tutto può essere. Ora lo si fa su facebook ma prima le nostre madri mostravano foto e disegni a tutti i parenti e conoscenti, raccontando aneddoti (magari anche da provar vergogna). Credo che serva il buon senso come in tutto e il porsi un limite. ^_^

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