O come Onestà

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Prendo spunto da un episodio capitatomi di recente per parlarvi di un concetto che mi sta molto a cuore.
E quale rubrica più adeguata di "Dalla A alla Z" per dar sfogo ai miei pensieri...
La riflessione di oggi è dedicata al valore dell'Onestà, che, a mio avviso, può essere inteso secondo diverse accezioni.

La scorsa settimana, mentre ero dentro un negozio per la bellezza (una specie di "Acqua e Sapone", per intenderci), ho assistito "in diretta" ad un furto: tre donne, dopo aver girato per i locali con aria veramente sospetta, sono uscite una dopo l'altra non accorgendosi, o comunque non curandosi, dell'allarme che ha iniziato a suonare al loro passaggio. Quando la povera commessa a cui stavo pagando la mia spesa ha provato a fermarle, queste hanno iniziato a correre trafelate e, in un secondo, sono sparite.

Io sono rimasta di stucco e non ho saputo muovere un passo: per come la vedo io, rubare è un gesto così biasimevole e indegno da faticare a credere che possa accadere sul serio "sotto al mio naso".
Come ho scritto su Facebook il giorno in cui è capitato il fatto, le mie riflessioni riguardano nello specifico il furto a cui ho assistito io (probabilmente di shampoo, tinte per capelli o detersivi per la casa)... di certo, ci sarebbe stato da usare tutt'altro metro se si fosse parlato di beni essenziali per la sopravvivenza, e di autori del reato di una certa fascia sociale - in tal caso sarebbero rientrate una serie di variabili moralmente giudicabili, forse, come "scriminanti" del reato stesso (lo stato di povertà, ad esempio).

Cercando di non perdere le fila del discorso, comunque, voglio tornare all'Onestà e ai vari significati che io, ma anche la lingua italiana, attribuiamo a tale parola.
Naturalmente, infatti, partendo dall'episodio che vi ho raccontato, potremmo intendere l'Onestà come il comportarsi correttamente con la società: non rubare, non uccidere, non danneggiare le cose altrui eccetera. Insomma, "non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te", per uscire dalla sfera prettamente legale e parlare con termini più semplici.

Onestà, però, non riguarda solo macro porzioni della comunità in cui viviamo, ma anche nuclei, settori e gruppi: in primo luogo la famiglia, ma anche gli amici, la classe, la squadra sportiva, il circolo...
Inoltre, Onestà a mio parere si riferisce sia al mondo esterno - dunque alla società in cui viviamo - sia al personalissimo mondo interno che ci appartiene, che è solo nostro, dunque quello morale, umorale e sentimentale, il nostro "dentro" insomma.
Secondo quest'ultima definizione, allora, si potrebbe tirare le fila dicendo che l'Onestà è il valore che ci permette di essere persone migliori, in quanto aiuta ciascuno di noi a comportarsi secondo rispetto e correttezza, tenendo conto di confini ed emozioni, non rubando né materialmente né spiritualmente (il furto immateriale è forse quello più grave, pesante, doloroso).

Lo sapete bene: questo blog mutua il suo nome, "Tra il filosofico e il cosmetico", proprio dal fatto che si propone come uno spazio di discussione a tuttotondo.
Qui non si parla soltanto di bellezza, moda e trucco, ma anche di "filosofico", per l'appunto, cioè di argomenti che esulano dagli aspetti più frivoli e materiali del nostro quotidiano, per andare a toccare corde legate alla sensibilità, alla saggezza e ad un modus vivendi che possa ispirare tutti voi che leggete.
Mi sta molto a cuore cercare di trasmettere i valori in cui credo, seppur in maniera così "impersonale" come su un blog. Coloro che mi seguono, però, hanno imparato a conoscermi nel tempo, e ad apprezzare anche questo lato di me e del mio sito.
Spero dunque che tutti voi vorrete dirmi la vostra sul tema dell'Onestà.

Io, fondamentalmente, credo che l'Onestà sia uno di quei cardini imprescindibili su cui basarsi ogni mattina, quando ci si sveglia e ci si alza dal letto.
"Partire col piede giusto", secondo me, significa guardarsi allo specchio dopo essersi lavati la faccia e riconoscere il proprio riflesso, identificandosi con la persona che ci guarda dall'altra parte della superficie riflettente. Significa altresì pensare che si è, tutto sommato, brave persone: e questo non vuol dire non avere difetti, non essere individui magari irascibili, scontrosi, talvolta intrattabili... piuttosto, vuol dire essere coscienziosi del fatto di non voler fregare nessuno, nemmeno se stessi, e vivere la giornata cercando di fare il meglio possibile per il maggior numero di persone ed episodi possibili.

Onestà è, allora, provare ad aiutare qualcuno che chiede una mano.
Rispondere con sincerità ed educazione a una domanda.
Scegliere l'alternativa più giusta anziché quella più comoda.
"Darsi" agli altri per il piacere di farlo, e non per trarre sempre e per forza qualcosa in cambio (pensiamo, fra tutti, all'ambito lavorativo.)
Non scaricare affanni, responsabilità e frustrazioni sulle persone, sapendo bene di farlo solamente per pulirci la coscienza.
... e potrei andare avanti per ore.

Se non si fosse capito, insomma, il mio punto di vista è abbastanza aleatorio e filosofico, forse poco pratico ma sicuramente applicabile senza troppi sforzi, bensì con un minimo di impegno, nella vita di tutti i giorni.
Mi piacerebbe molto sapere qual è la vostra opinione sull'Onestà, che importanza ha nella vostra vita e se vi è mai capitata occasione di mancare di Onestà, oppure di subire un torto da parte di qualcuno che, per mancanza di Onestà, vi ha "fregato".
Credo potrebbe nascere un bel dibattito.

Chiedo ancora scusa per l'assenza dell'ultima settimana, ma spero di recuperare "coi fatti", cioè con le pubblicazioni, di qui in avanti. Anche questa, in fondo, è Onestà. :)


Fanni

Commenti

  1. Penso che l'onestà sia uno dei valori più bistrattati degli ultimi anni. Ed è un vero peccato. Io lo considero uno tra i fondamentali.

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  2. Come al solito offri spunti di riflessione importanti. Traspare dalle righe del tuo blog la tua onestà. Purtroppo non è facile essere onesti, si fa fatica ad esserlo incondizionatamente. Io dal canto mio credo di esserlo, a volte mi lascio prendere dallo sconforto ma in fin dei conti non riesco mai a comportarmi in modo disonesto, pur volendolo a volte.
    Non sono buona o buonista, ma la mia coscienza alza sempre la voce e mi guida nella direzione più giusta.

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