SpazioLibri: "Lo zio Oswald" di Roald Dahl


"Per quanto mi riguarda, mi è sempre stato difficile prendere le cose troppo sul serio e sono convinto che se tutti seguissero il mio esempio vivremmo in un mondo migliore. Non ho alcuna ambizione. Ormai dovreste conoscere bene il mio motto: "Meglio esporsi a un blando rimprovero che svolgere un compito gravoso". Alla vita chiedo una cosa sola: divertirmi. Ma prima di poter giungere a questo lieto fine ovviamente bisogna aver accumulato un bel po' di soldi. I soldi sono fondamentali per vivere da sibarita. Sono la chiave del regno. Quasi certamente il lettore pignolo replicherà: "Dici che non hai ambizioni, ma non capisci che il desiderio di ricchezza è in sé una delle ambizioni più deplorevoli?"
Non è necessariamente vero. A determinare se sia o non sia deplorevole è il modo in cui si acquisisce la ricchezza. E io, quanto ai metodi utilizzati, sono un tipo rigoroso. Mi rifiuto di acquisire ricchezza a meno che tale processo non obbedisca a due regole d'oro. In primo luogo, deve divertirmi moltissimo. In secondo luogo, deve recare molto piacere a coloro ai quali sottraggo il bottino."
(capitolo 16, p. 162)

Per ritrovare la voglia di leggere non potevo che affidarmi a lui, al mio adorato Roald Dahl.
Quando ho visto che nelle librerie era uscito il romanzo inedito dell'autore che, assieme a Bianca Pitzorno, è stato il mio compagno d'infanzia (ma non solo) grazie a "La fabbrica di cioccolato", "Matilde", "Boy", "Streghe" ecc., non ho resistito e l'ho acquistato, pregustando già una straordinaria lettura.
Così è stato, perché "Lo zio Oswald" è un romanzo pungente, divertente, politicamente scorretto e assolutamente esilarante, complice il protagonista, Cornelius Oswald, un personaggio scomodo, irriverente, sarcastico e assolutamente privo di morale intesa in senso classico.

Non è propriamente un libro per bambini, perché il tema della storia è piuttosto particolare: Oswald, infatti, è un giovane uomo con l'ambizione di arricchirsi in modo facile e, come citato a p. 162 (il passo è riportato qua sopra), divertente, procurando altrettanto divertimento a chi avrà la sfortuna di imbattersi nelle sue abili doti di manipolatore ingannevole.
La missione di Oswald, coadiuvata dal professore universitario A.R. Woresley e dalla bellissima Yasmin, è "rubare qualcosa" di molto intimo - e non vi dirò che cosa - alle personalità di spicco del loro tempo: la storia si svolge all'incirca nei primi 20-30 anni del 1900 e dunque, all'interno del romanzo, si trovano nomi come Puccini, Freud, Conan Doyle, Monet, Renoir e molti altri.
Riuscirà la combriccola dei tre a sottrarre il tanto agognato "bottino" a ciascuno di questi artisti (ma anche a re, scienziati e compagnia bella)?

La macro-storia si incrastra con altri mini racconti, aneddoti e fantasticherie di Oswald: la lettura è veloce e piacevole, di quelle da tenere in considerazione per i momenti più grigi dell'inverno, ma anche sotto all'ombrellone d'estate.
Personalmente, ho trovato questo romanzo davvero esilarante e ne consiglierei la lettura a tutti, ma in particolare agli amanti di Dahl che, come me, sono cresciuti a pane, Nutella e le sue incredibili storie.
Se qualcuno di voi già avesse letto questo romanzo o comunque avesse voglia di farlo, magari suscitato da questa piccola recensione entusiasta, mi scriva qua sotto (dicendomi anche, perché no, qual è il suo titolo preferito dell'autore in questione)!

informazioni generali
titolo: Lo zio Oswald"
autore: Roald Dahl
casa editrice: Longanesi
anno di pubblicazione: 2013
numero di pagine: 247
prezzo di copertina: € 14,90 (volume rilegato)


Fanni

Commenti

  1. È uno dei prossimo titoli che leggerò! Mi ispira un sacco! E rileggere qualcosa di Dahl è davvero un tuffo nel passato. Il mio titolo del cuore: senza dubbio "Matilde", ricordo ancora con piacere che è stato il primo libro a tenermi sveglia una notte intera solo per terminarlo.
    (Di Bianca Pitzorno il mio titolo preferito rimane in assoluto "Ascolta il tuo cuore"). Vedi Fanni anche da piccine avevamo gli stesso gusti letterari! <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma sai che ti ho pensata quando ho scritto questa recensione?
      I nostri gusti spesso coincidono e non avevo dubbi che anche stavolta ci saremmo trovate d'accordo!
      Non vedo l'ora di sapere cosa ne pensi di questo "zio Oswald"! :)

      P.S. A proposito di Bianca Pitzorno, posso dirti che io sono innamorata di tutti i suoi romanzi: lei è l'autrice a cui mi ispiro e che rimane il mio modello di scrittrice... Sai bene del mio sogno "scribacchino" e, se devo pensare a chi vorrei somigliare in questo campo, ti farei proprio il suo nome!
      "Tornatràs" è il mio libro del cuore, seguito da "Ascolta il tuo cuore", "Diana, Cupido e il Commendatore" e, ovviamente, "Re Mida ha le orecchie d'asino".
      Non ti nascondo che, di tanto in tanto, li acciuffo dalla libreria e me li rileggo... sono storie che mi rendono felice anche adesso!

      Elimina
    2. Ma che carina!! Io volevo regalarlo a un'amica per Natale ma poi non sapevo se avrebbe apprezzato... sui nostri gusti letterari invece ormai sono quasi sempre sicura! :-)
      La Pitzorno da piccina aveva ispirato un sacco anche me: ricordo che ci fu un periodo in cui mi ero convinta che avrei dovuto scrivere un libro stile "Ascolta il tuo cuore" ma con le mie avventure scolastiche...
      "Tornatràs" non l'ho mai letto... cosa dici Fanni secondo me a quasi trent'anni è il caso che lo recuperi al volo, no? :D

      Elimina
  2. Io nella mia profonda ignoranza neanche conosco questo autore! Ma mi hai incuriosita molto... ti ringrazio, penso proprio che mi informerò di più in merito ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. DEVI! E' uno degli autori più superipermegastrafantastici dell'intera galassia!!! :)

      Elimina

Posta un commento