#amaggiosistudia - CARPE DIEM

La vita è un alternarsi di periodi felici e periodi complicati, di sorrisi e di lacrime, di gioie e di fatiche. Quando viviamo un momento positivo, siamo certo più propensi al coraggio, alla voglia di fare e non di subire, all'entusiasmo di affrontare ogni singola giornata col buonumore e il desiderio di rendere tutto ancora più perfetto. Al contrario, quando attraversiamo un intervallo di tempo nel quale ci sentiamo giù di corda, facciamo fatica a reagire, ci abbandoniamo alle lamentele e smettiamo di scegliere per noi stessi, lasciando l'ingrato compito alla Sorte, al Destino o a chi per loro.

A chiunque è capitato, suppongo: dunque, non vi sarà difficile comprendere le mie parole e, credo anche, trovarvi in accordo con me. Non sarò io a dirvi che anche nei momenti difficili è necessario non arrendersi, perché sarebbe scontato oltreché inutile: arrendersi, per quanto mi riguarda, significa smettere di vivere, e l'ipotesi non è assolutamente contemplata.
Ciò su cui vorrei portare la vostra attenzione, invece, è quel sentimento/condizione di apatia che inibisce l'animo di fronte a qualsivoglia elemento esterno: cosa, persona, notizia...  Ciò su cui vorrei portare la vostra attenzione, in definitiva, è al modo in cui combattere "la vita in pausa".

Per esperienza personale, so bene che la via più facile - o, comunque, quella più immediata - è il lasciarsi andare, l'abbandonarsi a se stessi. Nel mio caso, ad esempio, tale situazione ha coinciso con l'aumento di quasi dieci chili di peso.
D'altra parte, però, se mi guardo indietro, riconosco alla perfezione anche i "sintomi" del miglioramento, iniziati con la consapevolezza che nulla era perduto, e che tutto si poteva ancora COSTRUIRE (e non, come pensavo all'inizio, RIcostruire). Ho imparato ad apprezzare le piccole cose: il caffè alla mattina, i raggi del sole attraverso la finestra, il profumo nell'aria e manicaretti deliziosi. E ancora, le uscite con le amiche, pensieri inaspettati, incontri casuali. Vacanze decise all'ultimo minuto e ferie programmate da tempo, parole, colori, suoni...

Si dice "back to basics": ritorno alle origini.
Per cominciare, o ricominciare che dir si voglia, è necessario partire dalle fondamenta. Non pensate di poter arrivare già al tetto: per raggiungerlo e sdraiarvici sopra a rimirare le stelle ci vuole tempo... tantissimo tempo. Ma iniziando così, lentamente, e assaporando tutto quello che avevamo smesso di vedere, lentamente torneremo alla vita di sempre, con anzi una grande serenità interiore che, da un giorno all'altro, si illuminerà dentro di noi come una luce al neon e ci dirà che siamo finalmente pronti.

Non ci sono tempistiche definite, né segreti più concreti: ognuno ha i suoi momenti, ognuno ha il proprio carattere e soprattutto la propria storia. Comunque, cercate sempre di circondarvi di messaggi positivi, di vedere il bicchiere mezzo pieno e di continuare a credere che le cose non andranno male per sempre... che la pioggia, prima o poi, cesserà e lascerà nel cielo solo la scia di un magnifico arcobaleno. (Ok, quest'ultima frase è abbastanza banale e me ne scuso, ma credo che renda appieno ciò che sto tentando di spiegare.)
De André ha riassunto al meglio tale concetto: fatelo vostro, ponetevi la domanda, anelate al cambiamento... ricordate di cogliere l'attimo, di catturare l'istante, di ricordare che OGGI conta più di qualsiasi cosa, più di IERI e di DOMANI.

E buona giornata a tutti...

Fanni

Commenti

  1. Fanni, ciao:) Scrivi sempre delle cose così sensate e vere. "la vita in pausa", quale concetto per esprimere al meglio quello che è la mia vita ora. L'apatia, stato d'animo che caratterizza la sottoscritta, un ex ottimista, solare ragazza. E' brutto non sentire più emozioni. E' la cosa che più ti annienta. Se anche la rabbia può essere considerata uno stato d'animo, di quella ne ho da vendere. Posso dire però che, per varie vicende personali e, ahimè, di salute (che sono comunque riuscita a superare), nostante sia da anni, e ancora, in fase "vita in pausa" non ho comunque smesso di sperare. Ho oreso ciò che rimaneva della mia vita e del mio essere gioiosa e ora sto provando a COSTRUIRE. Sì, come dici tu...non sto unendo i cocci. Ho solo preso quello che di bello avevo per COMINCIARE da zero. Il percorso non è semplice, specialmente se affrontato da sola(solitudine intesa non in senso fisico ma spirituale. In alcune situazioni se non sei tu a voler "tornare ad essere" tutte le parole più belle del mondo non servono), ma le sfide più grandi le ho combatutte e vinte, ora manca l'ultima e chissà quante altre ce ne saranno. Ma come disse De Andrè ci importa solo dell'oggi ...anche perchè domani saremmo abbastanza forti da vincere^^Grazie Fanni:)

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  2. Ciao
    Quello che fai è un discorso che mi tocca personalmente.
    A me capita di "svegliarmi" dal torpore dopo un grosso scossone, perchè non riesco a rendermi conto della situazione e migliorarla piano piano, ho bisogno di un evento shock, positivo o negativo che sia per ricominciare.
    E' quello che mi è capitato l'anno scorso, quando ho avuto problemi seri che non auguro a nessuno ed ho superato solo grazie a due persone: mio marito e... me stessa.
    E' stata un'esperienza bruttissima ma necessaria, che mi ha fatto capire i veri valori della vita facendomi apprezzare cose che prima davo per scontate, mi ha fatto crescere di 20 anni in un mese e mi ha fatto capire che sono più forte di quello che pensavo.
    A distanza di un anno posso dire che sono una persona nuova, più ottimista, con meno paura del mondo e più fiducia in me stessa. Il cambiamento è stato repentino: non sono tornata alla vita di sempre, ma nel giro di pochi mesi ad una migliore!
    In bocca al lupo per tutto!

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  3. Cercavo una recensione sul un illusion d'ombre CHANEL per una delle mie wishlist antidepressive preesame e sono capitata sul tuo blog. Poi ho visto che non parli solo di makeup (cosa che volevo anch'io fare col mio blog... che per questo ho -erroneamente- sdoppiato). Leggo questo post e mi ritrovo perfettamente. Alle spalle 10kg in più acquisiti per stress e poco autocontrollo, un unico, solo fallimento che mi ha portato ad abbandonarmi e a non portare avanti i miei progetti. Ho detto giusto: alle spalle. Ho capito esattamente il messaggio del tuo post perché è proprio quello che sto facendo: mi sono rimboccata le maniche e ho capito che per una caduta non bisogna mollare solo perché è più facile rispetto al faticare. A quasi 23 anni ho ripreso in mano i miei progetti e sogni non appena ho realizzato tutto ciò e mi sono riproposta un nuovo inizio... con 6kg in meno (per il momento)! :D
    Sarebbe bello poter rispondere ai tuoi #amaggiosistudia nel mio blog. Complimenti per questo spazio!

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