G come Gentilezza


Gentilezza è la mia parola d'ordine.
Gentilezza è il mio buongiorno. E la mia buonanotte.
Gentilezza è ciò che do... e ciò che vorrei ricevere.


Vi siete mai chiesti quali sono le cose che fanno - nel senso di compongono, costituiscono, caratterizzano - una Persona? E badate bene: non è un caso che Persona sia scritto con la P maiuscola. 
Secondo me, Persona è carne, ossa e gentilezza.
Gentilezza nel suo senso più ampio, gentilezza nel suo senso più puro.


Garbo, eleganza, cortesia, finezza, nobiltà d'animo: per me, la gentilezza è tutto questo.
Un modo di vivere armonico, in sintonia con se stessi e con gli altri. Coi propri scazzi, certo, ma anche con quell'indole naturale di benessere in ogni singolo ambiente, in ogni determinata situazione, davanti a qualunque persona.


Quanto ho detto finora potrà apparire banale retorica se non contestualizzo il mio messaggio.
Ecco, io credo che la gentilezza sia una delle chiavi di svolta della società: un modo per creare un legame viscerale con la Vita che ci sta attorno.
Rispondere con cortesia, aiutare un passante che ha perduto la strada, lasciare il posto sull'autobus a chi ne ha evidentemente bisogno, ringraziare, mettersi a disposizione di chi amiamo sono solo alcune azioni che possiamo fare per dimostrare gentilezza all'esterno. Per aprire il nostro cuore al mondo, per donare un po' di luce al grigio che, spesso, pare essere l'unico colore con cui è dipinto il mondo.


Il segreto che sta alla base della gentilezza, a mio avviso, è un sentimento umano o, meglio ancora, una vocazione d'animo: quella di essere disposti a percorrere la via più faticosa, perché in fondo è troppo semplice cavalcare l'onda del nervosismo o della tristezza prendendo a pugni il prossimo (in senso figurato, naturalmente) e impersonando tanti Grinch, in perenne lotta l'uno contro l'altro.
Da parte mia, trovo che i sentimenti, le emozioni e le azioni positive, al giorno d'oggi, non siano la normalità purtroppo, ma la straordinarietà di chi rifiuta le tenebre, gli sfoghi ingiustificati sugli altri, il proprio lato oscuro e via dicendo per agire al meglio delle proprie possibilità e, soprattutto, al meglio per le altre persone. (E non, badate bene, al meglio DI altre persone.)


Ci tengo a puntualizzare una cosa, però: per quanto le mie siano sicuramente belle parole e davvero, nella realtà, io cerchi di metterle in pratica il più possibile, spesso e volentieri vengo meno alla promessa che mi sono fatta - cercare di essere, per quanto possibile, gentile con tutti - per una serie di agenti esterni che, talvolta, compromettono la mia persona trascinandola in qua e in là e facendole perdere l'orientamento.
Quello che ripeto sempre a me stessa e che voglio ricordare a voi, comunque, è l'importanza delle intenzioni: siamo umani e sbagliare è nella nostra natura, ma se il nostro cuore è sincero allora gli errori ci saranno perdonati sempre... in primis, dalla nostra coscienza. 
In tutti i casi, benché a volte ci venga impossibile tradurre le nostre intenzioni positive in gesti, è necessario non utilizzare questa riflessione come giustificazione ultima ai nostri sbagli: errare è sì umano ma, come sappiamo bene, perseverare è diabolico.


E voi? Come vivete la gentilezza nella vostra vita? In che forma vi piacerebbe regalarla agli altri e in che modo invece vorreste riceverla?
Se vi andrà di condividere con me le vostre riflessioni, sarò felicissima di leggerle e lasciarmi ispirare da ciò che vorrete scrivere.

Fanni

Commenti

  1. Fanni complimenti per la delicatezza con cui scrivi questi post...sono toccanti e perfetti! <3 Io faccio della gentilezza il mio stile di vita quotidiano...spesso però mi trovo di fronte a persone che non la colgono e un po' mi demoralizzo...ma cerco sempre di andare avanti con il sorriso! :)

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    1. Ciao Chiara!
      Ti ringrazio moltissimo, mi fa piacere che i miei post ti suscitino una qualche emozione. :)
      Capisco perfettamente il tuo discorso, perché spesso e volentieri le persone non colgono la Gentilezza oppure la travisano, pensando che il nostro comportamento nasconda chissà cosa... Ma tu non devi mollare: bisogna sì essere gentili con gli altri... soprattutto, però, per noi stessi! Per sentirci meglio e affrontare, come ho detto nel post, la vita AL MEGLIO DELLE NOSTRE POSSIBILITA'!

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  2. E' un bellissimo post ed io ci credo che tu fai della gentilezza una tua arma potente.

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    1. Grazie Damina. Ti mando un bacione.

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  3. Per me essere gentili si risolve sempre nella stessa massima: tratta gli altri come vorresti essere trattata tu:)

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    1. Sono pienamente d'accordo con te!

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  4. adoro questo post...per me la gentilezza deve essere una costante, dovrebbero farci proprio un corso per imparare ad essere gentili con gli altri, con i conoscenti e con gli estranei! Purtroppo ormai è merce rara ma non demordo e cerco di insegnarla alle mie bimbe...chissà che un giorno le cose cambino ^_^

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    1. Grazie Dony!
      Sono assolutamente d'accordo con te: un corso sulla Gentilezza è proprio quello che servirebbe... a tutti, indistintamente!
      Però fai benissimo a insegnarla alle tue bimbe: secondo me, ogni buon genitore dovrebbe farlo. E chissà, come hai detto tu, che un giorno la Gentilezza torni ad essere la NORMALITA', e non qualcosa di speciale che appartiene solo a certe persone...
      Un bacione.

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  5. Concordo molto con la tua idea di gentilezza. Infatti un motivo per cui non mi trovo proprio benissimo con le mie coinquiline, è perchè sembrano dare per scontato che dato che si vive insieme, certe formalità siano superflue.. Io non sono d'accordo. Io ringrazio spesso anche mia mamma, per dire, perchè anche se l'amore di un genitore è scontato, anche se per te farebbero di tutto a prescindere di come li tratti, meritano gentilezza da parte mia. Anche all'amica con cui ho più confidenza, non la faccio mai mancare. Mi è capitato, qualche volta, che le persone mi dicessero essere troppo formale.. La mia ex migliore amica si arrabbiava a volte, se la ringraziavo o la ringraziavo troppo, perchè diceva qualcosa del tipo che fra amiche "grazie" non deve esistere, perchè se si è amiche è normale che si facciano cose volentieri per l'altra persona, senza voler ringraziare. Io non sono mai stata d'accordo, perchè dire grazie non sottointende che io pensi che la persona in questione vuole gratitudine: è un gesto di gentilezza, e che dice "apprezzo quel che fai per me". E penso sia un gesto di gentilezza anche accettare i grazie e la gratitudine altrui!

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    1. Sono pienamente d'accordo con te e ti ringrazio di cuore per questo tuo commento.
      Un abbraccio gigantesco!

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  6. Queste tue riflessioni sono sempre molto piacevoli da leggere.
    Io non mi ritengo una persona eccessivamente gentile, ma forse sono un po' dura con me stessa, perché alcuni spesso mi dicono che lo sono fin troppo... è che vorrei esserlo di più!
    Con gli anni purtroppo sono diventata molto più cinica e diffidente, da adolescente ero molto più buona e spesso mi prendevano in giro, per questo crescendo mi sono un po' incattivita, per difendermi.
    Però ecco... cerco sempre di essere gentile e di non fare mai agli altri (saggissime parole) quello che non vorrei fosse fatto a me. Se lo facessero tutti.... ;)

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    1. Ciao Fede,
      mi sembra che di questo discorso, io e te, ne avessimo già parlato in un altro post (forse sempre legato alla rubrica "Dalla A alla Z").
      Capisco perfettamente il tuo discorso, ma voglio dirti che anche io, soprattutto in adolescenza, ho sofferto molto a causa delle persone che manipolavano la mia gentilezza per poi ottenere ciò che volevano e, successivamente, "buttarmi via".
      Anche io ho passato una fase di profondo cinismo, ma poi mi sono ripresa cercando di dedicare la gentilezza alle persone che amo e, ben differente, la cortesia a tutti.
      I veri gesti di nobilità d'animo, a mio parere, vanno riservati solo e solamente a chi se li merita davvero: per tutti gli altri serve educazione e, come ho detto nel post, garbo e finezza... ma con quel briciolo di distacco in più causato, com'è normale che sia, da cicatrici che ci portiamo dietro dopo anni passati, magari, a soffrire per colpa di qualcuno (sempre a proposito dell'argomento in questione).
      Non so se mi sono spiegata! :)

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